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lunedì 5 settembre 2016

MINSTREL IN THE GALLERY dei JETHRO TULL - LA GRANDE RECENSIONE

MINSTREL IN THE GALLERY edizione dei quarant’anni.
LA GRANDE RECENSIONE.

di Donald McHeyre e Jacopo Muneratti





LA GRANDE introduzione

Personaggi (in ordine di apparizione)

Il Duca e la Duchessa di Derby 
Attori e Menestrelli
Palmer, The Butler

Qualche ospite ritardatario
Frate Donaldo da Aberdeen (imbucato e ubriaco)
Ser Giovanni Jacopone Galeacci (ubriaco e imbucato)

Scena:
Haddon Hall, Bakewell, Derbyshire.
Nella Grand Hall si prepara il ricevimento per il matrimonio del Duca.
Gli sposi presiedono la sala semi vuota.
Gli attori si preparano a rappresentare La Dodicesima Notte.
Improvvisamente alcuni musici accedono al loggione.
Il Butler si avvicina al Duca e alla Sua sposa.

Palmer The Butler:
"Mio Signore e Signora, ci siamo fortuitamente trovati davanti codesti... ehm... guitti, che provvederanno a fornirVi... ehm... buone melodie mentre Vi disponete per i Vostri piaceri del pràndio... quantunque nella deplorevole assenza dei Vostri ospiti. Dunque, mio Signore e Signora, per il Vostro intrattenimento..."

Sposi:
applausi mosci ...

(45 minuti dopo)

I musici hanno appena terminato di suonare.
Gli attori smontano gli apparati di scena.
Due figuri, Frate Donaldo e Ser Giovanni Jacopone, accasciati ad un tavolo ai margini della sala, commentano la rappresentazione appena terminata.

Frate Donaldo da Aberdeen:
Che ora abbiamo fatto? 
La luna incombe e voglia ancor ho di sollazzo.
Portatemi altro vino a mitigar la gola raschia 
e farmi dimenticar la sposa racchia.
E che suono soave e pieno di allegria
proveniva dai menestrelli nella galleria.

Ma che avete amico caro? Non siate mogio.
Ve lo leggo nella faccia,
che qualcosa c’è e vi abbacchia!

Ser Giovanni Jacopone Galeacci:
… i me ga roto i cojoni!


giovedì 25 agosto 2016

DOVE MI HAI PORTATO A CENA?

Per storia e tradizione (e clima) le genti della Gran Bretagna sono da secoli portate a chiudersi in luoghi affollati, pieni di fumo e di birra e di musica, chiamati pub, Public House. Ogni popolo possiede il suo ritrovo di aggregazione sociale con il suo specifico nome. Noi italiani avremmo le osterie ma a differenza degli inglesi e degli irlandesi questa cultura non siamo mai riusciti ad esportarla in tutto il mondo e credo che neanche ci abbiamo provato. Anzi si può dire che anche da noi le osterie siano un ricordo legato ai nostri nonni ormai sostituite a macchia d’olio dal "Bistrot" francese e dal  pub "alla irlandese" dove gestori (italiani) improvvisati servono guinnes spillata male (sul ritrovo sociale preferito dagli americani, proprio quello, diffuso in ogni angolo del pianeta, preferisco stenderci un velo pietoso).

lunedì 27 giugno 2016

W. H. Hodgson, Il Marinaio dell'ignoto

A quasi 100 anni dalla sua scomparsa ricordiamo la vita e le opere di uno dei grandi Maestri del fantastico, William Hope Hodgson (Essex, 15 novembre 1877-Ypres, 17 o 19 aprile 1918). 
Marinaio, fotografo, atleta, scrittore, soldato e sognatore.

Hope fa parte di quella schiera di grandi autori fantastici che a cavallo tra il XIX e il XX secolo trasformarono la narrativa fantastica, fino a quel momento quasi tutta solo principalmente estetica o principalmente didattica, nella narrativa come la conosciamo oggi creando capolavori immortali e "moderni" punto di riferimento di ogni media che si cimenti con il fantastico, il meraviglioso, l'insolito e la fantascienza. Autori come Conan Doyle, Arthur Machen, Algernon Blackwood, Robert Chambers, Bram Stoker, M.R. James, M.P. Shiel, Max Beerbhom, W.B. Yeats, Edward Plunkett (solo per citarne alcuni). Tra questi William Hope Hodgson si ritagliò sin da subito lo spazio che merita nonostante la sua giovane età e la sua brevissima carriera e ancora oggi giustamente e continuamente ricordato e ristampato.
La sua stessa vita potrebbe essere soggetto di un film.

giovedì 28 aprile 2016

Clark Ashton Smith - I Perduti Cicli (in Italia) di un Antico Poeta.


Permettetemi una breve spiegazione introduttiva: Ho cominciato per uso assolutamente privato e non commerciale ad assemblare i racconti di Clark Ashton Smith perché ero stanco di saltare da un libro all'altro per leggerli nelle loro versioni italiane, "smontando" i vari volumi e a quel punto, diciamo, che mi sono fatto prendere la mano. 
I moderni mezzi informatici permettono "collage" un tempo esclusivo dominio degli specialisti.

Visto che nessun editore italiano, grande o piccolo, specializzato o no, si degnava di farlo, mi sono rimboccato le mani, secondo la massima "chi fa da se fa per me".

Ma prima di illustravi il risultato di questi smontaggi e assemblaggi (oltre al non facile compito di tradurre CAS per quel materiale inedito in Italia da integrare ai suoi cicli), sarà doveroso parlare dello stesso Clark Ashton Smith.


mercoledì 6 aprile 2016

Archivio - The Road to 1981 - Puntata 1: Gli anni '70 di cui non si parla.

The Road to 1981, nasce come speciale radiofonico di due ore e fu trasmesso la prima volta il 9 ottobre 2010 per il mio programma radiofonico "Punto d'Incontro".  
Successivamente "passato l'incontro", lo trasformai in un podcast di due puntate, da tempo non più disponibile in rete (ma forse un giorno ..). 
Questa che segue, in più puntate, è la trasposizione del testo dello speciale radiofonico e riadattato solo un poco per la lettura "senza audio", ossia senza musica. Lo stile è alquanto secco e conciso, proprio per adattarsi all'ascolto più cha alla lettura e forse per qualcuno il tema trattato sarà ugualmente, secco e conciso.

Il tema trattato: il percorso filosofico musicale di Robert Fripp tra la prima metà degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, non è certo un argomento nuovo per coloro che frequentano i King Crimson e molti degli argomenti si possono trovare in Eric Tamm "Robert Fripp, From Crimson King To Crafty Master", testo ben conosciuto e di facile reperibilità. Mi piaceva, all'epoca come oggi, realizzare uno speciale "per radio", come pochi se ne realizzano, su questo argomento, King Crimson, Robert Fripp e le connessioni, Roxy Music, Eno, Bowie, Gabriel, Talking Heads, Trilogia "M.O.R." e chissà se in futuro non si possa realizzarne uno nuovo, aggiornato e approfondito, magari con la collaborazione degli appassionati della musica dei King Crimson e degli altri nomi collegati. 

Pur avendo frequentato Gurdjieff, Uspenskij e certo esoterismo turco, non sono tanto interessato ad essi, quanto a come questi fattori possano aver influenzato lo sviluppo musicale del rock, nella sua accezione più ampia, tra gli anni '70 e gli anni '80 e quindi soprattutto a come, più che al perché, si sia sviluppata nel corso del tempo la musica dei King Crimson.


lunedì 4 aprile 2016

Archivio - Cosmo Oro 1: Cittadino della Galassia di R.A. Heinlein



COSMO - CLASSICI DELLA FANTASCIENZA - Volume n. 1 (giugno, 1970)
Direttore responsabile: Gianfranco Viviani.
Titolo originale:
CITIZEN OF THE GALAXY (1957)
Traduzione di Giancarlo Cella.
In copertina: “Equilibrio Cosmico” di Filippo Degasperi.




Dalla quarta di copertina:



"Forse la capitale dei Nove Mondi è il centro

dell’universo abitato, ma certo vi si svolge il

principale mercato di schiavi.
Il ragazzo sparuto che si chiama Thorby nes-
suno lo vuole; solo il mendicante Baslim si fa
avanti e lo compera.
Comincia da questo momento la formidabile
avventura di Thorby. Giungerà attraverso stadi
successivi di liberazione, e conquistando se
stesso, fino al centro dell’Egemonia, dove lo
attende la più sconvolgente delle scoperte.
Questa civiltà futura, che abbraccia tutta una
galassia, ha più pianeti abitati di quanti un uo-
mo possa sperare di tenere sotto controllo:
E, del resto, chi tiene sotto controllo la legge ?
Chi era Baslim, il mendicante che annotava gli
arrivi delle astronavi e che consegnava mes-
saggi cifrati agli spaziali ? E chi è Thorby, il
ragazzo cui è affidato un messaggio che egli 
non puù comprendere? Schiavo o erede di una 
gigantesca fortuna ? Innocente o responsabile?"